di Valerio Millefoglie

La Kirschwasser è un’acquavite alla ciliegia, tipica del canton Zugo, nella Svizzera Centrale, dove viene servita insieme alla fonduta. In questa terra di alberi da frutto e di cucina per riscaldarsi dal freddo delle Alpi, sta nascendo una nuova tradizione: la criptovaluta, la moneta virtuale che si basa su crittografia e tecnologie peer-to-peer. Proprio in contrapposizione alla Silicon Valley, questa regione è stata denominata la Crypto Valley. A questo nome è nata una vera e propria associazione, sostenuta dal governo, per costruire l’ecosistema tecnologico di blockchain e di crittografia mondiale. Qui i servizi delle istituzioni si possono pagare in Bitcoin.

Marc P. Bernegger, esperto di fintech e investitore di Crypto Fund G, una della aziende del settore, ha dichiarato: “Il termine Crypto Valley è stato accettato rapidamente e dimostra quanto sia elevata la concentrazione e la crescita delle società e fondazioni di critpovalute nelle regioni di Zugo e Zurigo. È importante ricordare che la Svizzera, con la sua buona reputazione nella gestione patrimoniale e nella stabile regolamentazione, ha già accettato le valute virtuali come classe di investimento. Inoltre le montagne svizzere offrono depositi sicuri e provati per gli asset digitali”.

Per rimanere in zona Silicon Valley, nel lago di Zugo si riflette il monte Zugerberg. Al contrario, Mark Zuckerberg e le altre aziende hi-tech come Amazon, Google e Microsoft sono pressoché assenti in questo settore, l’unico quindi non occupato dai giganti dell’industria tecnologica. Questo vuoto lo stanno colmando nuove realtà come la Digital Currency Gropu di Barry Silbert, che a riguardo commenta che aziende come Facebook e Google “non possono vedere qualsiasi cosa accada come una minaccia per il proprio business. Seguiranno l’evoluzione di questa innovazione e se si inserisce bene nel loro modello di business, l’acquisiranno”.

Torniamo a Zugo, per raccontare brevemente la storia di Monetas e del suo fondatore, il sudafricano Johann Gevers. La sua idea è nata da una constatazione: più dell’80% degli africani non possiede un conto bancario, più dell’80% però possiede un cellulare. La piattaforma Monetas, che si basa sempre su tecniche di criptofinanza, permette di conservare sul cellulare la moneta digitale ed effettuare trasferimenti sempre attraverso questo mezzo.

Proprio quest’anno il Giappone ha legalizzato il bitcoin come metodo di pagamento. BitTaxi è un app sviluppata in Italia ed è la prima app che permette di pagare le corse in taxi in bitcoin. Blockchain invece è il sistema che permette di tracciare ogni transazione effettuata tramite criptovaluta, una sorta di registro aperto, consultabile online, per rendere trasparente l’utilizzo di questa moneta digitale.

Viene in qualche modo in mente Il denaro, un romanzo di Émile Zola, pubblicato nel 1891. Il protagonista è il finanziere Aristide Saccard che ha un sogno, costruire una Banca Universale. Chissà se Zuckenberg l’ha mai letto.