di Mattia Nesto

Una delle grandi sfide del domani consiste nel riuscire a rendere i trasporti meno impattanti a livello ambientale e meno alla mercé degli errori umani: in tal senso le università e i centri di ricerca studiano soluzioni e sistemi sempre più affinati per le auto del futuro. In questa gara per l’innovazione la Clemson University ha dimostrato di essere particolarmente competitiva, tanto da essere stata insignita di un premio di 1,16 milioni di dollari per la ricerca.

Il Dipartimento per l’Energia USA ha recentemente programmato un pacchetto di investimenti nel settore della ricerca che arriverà a sfiorare i 20 milioni di dollari. Un deciso cambio di passo e un brusco abbandono di quella politica che per troppo tempo aveva considerato le auto automatizzate come un’insulsa trovata para-fantascientifica. “Sono rimasto molto sorpreso quando ho saputo dei finanziamenti”, ha dichiarato Beshah Ayalew, docente di Automotive Engineering alla Clemson. “Solitamente con le sovvenzioni non si sa mai dove si fa a finire, invece questa volta il vento è davvero cambiato”.

Tra i focus più importanti delle ricerche vi è, senza dubbio, quello legato ai dispositivi di sicurezza delle automobili automatiche, con un occhio di riguardo per i consumi e le emissioni nocive, che dovranno essere, se non abbattute del tutto, certamente diminuite. Secondo gli ultimi rumors e quanto trapelato in ambito accademico, le ricerche avrebbero già portato ad emissioni del 10% inferiori alla norma, ma sicuramente la strada verso l’innovazione è ancora molto lunga. “Queste risorse aggiuntive del Governo ci permetteranno di studiare ed analizzare ancora meglio, con la possibilità di dotarci di strumentazioni all’avanguardia”, ha spiegato Ayalew. “Le auto del futuro sono molto più presenti di quello che sembra: se non voleranno a breve, saranno presto ancora più belle, più sicure e più ecologiche”.