di Valerio Millefoglie

Una metropoli dove ogni ora è un’alba e ogni strada è una ciclabile. Silenziosa, di tram che non sferragliano, di verde che sta più sugli alberi che sui semafori. Dove, soprattutto, gli automobilisti non usano il clacson perché a bordo nessuno guida. A guidare gli uomini sono le macchine. Potrebbe essere un futuro non troppo lontano, perché le autovetture autonome sono una realtà in via di costruzione, e potrebbero ridisegnare le città, sciogliere il traffico, creare un’altra vivibilità, più sostenibile per le persone e per l’ambiente. Andiamo però nel concreto, parliamo di fatti e non di visioni: nel secondo trimestre del 2017 sono stati investiti oltre 1,4 miliardi di dollari in tecnologie per veicoli automatizzati.

Gli investitori stanno puntando inoltre sulla diversificazione del mercato. Non solo macchine automatizzate, ma anche camion, trattori, mezzi di trasporto utilizzati per la consegna, navette e anche navi cargo elettriche. La Yara International ASA, azienda specializzata in fertilizzanti agricoli, sta collaborando con la Konsberg Gruppen ASA, che progetta sistemi di guida automatica, per varare entro il 2018 una nave cargo elettrica che attraverserà i fiordi norvegesi con a bordo 100 container e neanche un pilota. Secondo uno studio effettuato dal Dipartimento per l’energia degli Stati Uniti, questo tipo di mezzi renderanno possibile la riduzione dei consumi di carburante fino al 56%.

Questa forte riduzione di emissioni potrà essere raggiunta solo se le tecnologie dell’automobile saranno connesse con quelle delle infrastrutture. Il Lidar è un laser utilizzato in campi come le geologia, la sismologia e la fisica dell’atmosfera, ed è una delle tecnologie che abiterà le strade insieme a radar e ad altri sensori per dialogare con le autovetture autonome. L’amministratore delegato di WayCare, società che sviluppa piattaforme tecnologiche per smart cities, afferma che ogni singola auto collegata alla rete può fornire 200 volte più dati di tutti i sensori stradali che ci sono in una città come Las Vegas. Le autovetture connesse trasmettono e si scambiano informazioni in tempo reale e in questo modo non solo guidano per conto dell’uomo, ma contribuiscono a ridurre il traffico e gli incidenti.

Venti km/h è la velocità di Induct Navia, fra le prime navette elettriche al mondo, a emozioni zero. Ha una capienza di dieci passeggeri che possono scegliere la propria destinazione su un touch-screen e per le sue tratte è totalmente libera, non utilizza binari. Si ricarica in modalità wireless e ha una capacità di batteria di 24 ore consecutive in moto. L’amministratore delegato di Induct, azienda che produce Navia, ha dichiarato: “Immagina una città senza autobus rumorosi e inquinanti, sostituita da bus robotizzati e rispettosi dell’ambiente che possono essere chiamati dal tuo cellulare”. Come dicevamo all’inizio, torniamo all’alba dell’umanità.