di Caterina Vasaturo

Quando la televisione non era ancora nell’immaginario collettivo, le famiglie amavano riunirsi intorno al focolare domestico della radio. Oggi che i mezzi d’informazione si sono moltiplicati si fa un anacronistico passo indietro. Ritorna il radiodramma in grande stile: versione 2.0. Audible Inc., tra i più grandi fornitori al mondo di contenuti per l’intrattenimento vocale, ha infatti stanziato la bellezza di cinque milioni di dollari per la ‘rinascita’ dell’audio, in formato digitale. Un fondo destinato alla commissione e alla produzione di opere innovative in lingua inglese, scritte da drammaturghi internazionali e rivolte al pubblico degli ascoltatori.

Ai clienti è offerta la possibilità di arricchire la propria quotidianità, elevando le esperienze di ascolto grazie a potenti performance. Parole brillantemente composte da talentuosi drammaturghi e recitate da attori acclamati del calibro di Sean Penn, Maggie Gyllenhaal, Emma Thompson e James Franco. Combinando l’emotività e il potere dell’espressione verbale con le nuove tecnologie informatiche, la società affiliata di Amazon sostiene la letteratura e le dà una marcia in più, estendendo a milioni di utenti la partecipazione uditiva. Basta un gruppo di artisti in studio, pronto a recitare con parole e rumori, insomma con tutto il necessario per ricreare gli effetti sonori che accompagnano l’azione, e il radiodramma è confezionato. Sono sufficienti uno smartphone o un tablet, un qualunque dispositivo digitale, magari dotato di cuffiette.

L’appetito dei radiospettatori è soddisfatto dalle serie create appositamente per una libera fruizione. In assenza di elementi visivi, i dialoghi e la musica ‘aiutano’ l’ascoltatore a seguire la storia, magari mentre pratica uno sport, guida l’auto, o sbriga le faccende domestiche. Sono più di ventimila gli autori e gli attori di talento con le quali Audible ha lavorato negli ultimi cinque anni, e sono previste borse di studio per gli artisti emergenti, selezionati da una commissione di esperti del settore. Il linguaggio evolve, facendo un balzo nel passato, e raggiungendo il massimo del futuro.