di Simone Cosimi

Ideas drive the future. Le idee guidano il futuro. Ma quali sono le idee che rivoluzioneranno la vita e le esperienze quotidiane? Come si declina esattamente il concetto di “modern luxury”, lusso moderno? La tecnologia potenzia l’esperienza d’uso degli oggetti e dei servizi, rendendoli unici e personalizzati, e velocizza l’evoluzione dei prodotti accompagnando quella dei costumi. In altre parole, qual è la formula magica della “new premiumness”, valore a cui un brand come Audi punta da sempre per le sue auto?

A queste e molte altre complesse domande, in un affascinante percorso multidisciplinare, hanno risposto nel corso di un talk all’Audi City Lab di corso Venezia 11 Fabrizio Longo, direttore Audi Italia, Carlo Ratti, direttore del MIT Senseable City Lab di Boston, e Yasemin Kologlu, socia dello studio di architettura Skidmore, Owings & Merrill London che ha progettato l’immenso grattacielo Burj Khalifa che svetta sull’emirato arabo di Dubai. Avvolti, prima e durante il dibattito, dall’installazione Fifth Ring sviluppata da Mad Architects insieme ad Artemide nel chiostro del seminario arcivescovile voluto nel 1565 da San Carlo Borromeo. Una culla del pensiero teologico e filosofico trasformata per una sera in un incubatore di temi del futuro.

Su tutto, dunque, svetta il ruolo della tecnologia: “È una delle più profonde forze che influenzano lo sviluppo, uno strumento molto utile che richiede nuove competenze – ha spiegato Kologlu, coinvolta nella progettazione di edifici di fama internazionale come la Skipton House and Woodberry Down di Londra, la Karlatornet Tower a Göteborg, Svezia o l’Istanbul Tower – viviamo in una società in costante evoluzione, molte dimensioni che la compongono sono in movimento. Quando la tecnologia viaggia più velocemente della società il design diventa essenziale. Noi architetti affrontiamo lo stesso problema ponendoci di fronte a nuove sfide e accompagnando la mutazione degli stili di vita e gli avvicendamenti generazionali che pongono nuove esigenze al vertice, per esempio la sostenibilità. Tutto questo contribuisce a una ridefinizione del lusso”.

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Non è un caso che i trend che guidano la “new premiumness” del gruppo, sintetizzata dai modelli in mostra nel chiostro come la A6 berlina, la A7 e la A8 con livello 3 di autonomia, siano proprio urbanizzazione, digitalizzazione e sostenibilità. “La tecnologia è ovunque – ha aggiunto la progettista, che ha inaugurato il talk e tracciato alcuni dei fili rossi che hanno segnato il dibattito – è diventata parte integrante della nostra vita. Il contributo che dà a progettisti e designer è enorme. Penso alla versatilità, all’uso del tempo, all’espressione delle idee. La tecnologia ci dà libertà”. La libertà di mettere a punto modelli, oggetti, soluzioni inedite per nuove generazioni di cittadini e utenti che considerano un diritto “ciò che prima era ritenuto eccezionale: benessere, sostenibilità, qualità dell’ambiente e un buon design”.

Pilastro della sostenibilità di cui ha parlato Kologlu è la marcia verso la mobilità elettrica: “Non riguarda il se ma il quando – ha spiegato Fabrizio Longo – oggi l’industria automobilistica è già arrivata al punto di non ritorno visto che 30 miliardi di euro su 90 investiti dal settore riguardano questo fronte. Mancano però tre cose: vetture con lunga autonomia per togliere l’ansia da prestazione sulla durata delle batterie; risolvere il problema dei tempi di ricarica; la capillarità delle colonnine di ricarica. Gli stessi fornitori di energia sono alla seconda fase, basti pensare al concetto smart grid”. Cioè le reti intelligenti che si scambiano energia con l’auto, prendendola quando serve e restituendola quando è in eccesso.

Per velocizzarne lo sviluppo serve la collaborazione di tanti protagonisti: “L’energia rinnovabile costa meno delle altre fonti – ha aggiunto Ratti – ma per arrivare a usarla è fondamentale il passaggio di cui si parlava. Il futuro deve costruirsi come frutto di molte decisioni”. Non è dunque questione da profeti o sognatori ma, al contrario, da realisti responsabili: “Chi fornisce una data precisa per il pieno sviluppo dell’elettrico sbaglia. In regioni del mondo diverse si procede a velocità diverse. Ciò che accade in Cina non è ciò che accade in Europa o in California. Ma nel frattempo non possiamo aspettare”.

Oltre che sull’elettrico, la mobilità del futuro – di cui Audi dà già prova con molte delle soluzioni sviluppate sui suoi modelli – passerà dalla digitalizzazione degli oggetti: “Sotto molti di questi cambiamenti c’è un elemento di base: le tecnologie stanno entrando nello spazio fisico con l’Internet of Things” ha spiegato il direttore del MIT Senseable City Lab di Boston, che al modo in cui l’innovazione cambia le città ha dedicato gran parte del suo lavoro scientifico. “Le auto autonome ne sono un esempio così come in molti altri campi, dall’energia all’industria 4.0. Ci sono poi aspetti più sociali così come fattori politici, giuridici, filosofici: bisogna mettersi intorno a un tavolo, come hanno fatto a Singapore, discutendo cercando di risolvere i problemi che sorgeranno”.

Ecco dunque che, seguendo queste tracce, un veicolo diventa cellula pulsante e pensante del tessuto urbano. Anche in questo sta la sua premiumness. Ciò che è uscito dal dibattito è dunque che i valori di base del lusso si evolvono e le auto diventano ambienti personalizzati, interconnessi e semplici da usare. Oltre che specchio dei territori in cui circolano: “La città, come un veicolo, acquista sempre più la sua capacità di agire e di reagire” conferma Ratti. Che insiste tuttavia sulla necessità che questa marcia verso il futuro imbocchi le strade giuste: “Possiamo cambiare moltissimo la struttura delle città, ideata nel ‘900 intorno alla mobilità tradizionale. Cambiandola possiamo ripensarla. La differenza fra uno scenario ottimale e uno caotico dipende dalle decisioni che sia le autorità che i cittadini proporranno e assumeranno. Il futuro non si prevede ma si costruisce insieme”.

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In questo scenario anche il lusso delle quattro ruote si fa invisibile, smaterializzato, come i suoni che uscivano all’Audi City Lab dall’anello dell’installazione Fifth Ring. Passa da intelligenza, capacità predittiva e adattiva alle abitudini. Per restituirci il bene più prezioso: il tempo. “Stiamo ridisegnando lo spazio a bordo – ha spiegato il direttore di Audi Italia – che adesso supera l’esperienza fisica: recuperiamo il tempo vivendolo in modo sicuro, confortevole e attivo. Il design dunque travalica il suo ruolo e diventa funzionalità. Il lusso di oggi si chiama 25esima ora. Un recupero di tempo sottrattoci da una mobilità vissuta in modo un po’ complicato”.

Il risultato più importante di questo percorso è permettere di recuperare il tempo per se stessi: “Senza andare a scapito della funzionalità dobbiamo unire questi elementi salvando l’aspetto emozionale e corredandolo della protezione personale – ha aggiunto Longo – intanto l’industria dell’auto ha fatto progressi incredibili. Abbiamo costretto tanti settori a interconnettersi: l’urbanista, l’architetto, il designer, l’ingegnere, il sociologo devono confrontarsi per pensare le vetture e le città di domani. Questo è l’effetto della digitalizzazione: toccare aspetti che cambiano il nostro modo di essere”.

“Dobbiamo gestire la transizione al digitale puntando su educazione e riqualificazione delle persone”, ha chiuso Ratti. Immaginando un futuro in cui, “come diceva il situazionista olandese Constant, rimarrà l’homo ludens, l’aspetto più bello e sognante di un tempo ritrovato reso possibile da design, tecnologia e ricerca”. Il tempo del lusso moderno.