Il passo definitivo verso il terzo spazio: mai finora una interpretazione così ricercata che ripensa al design in una nuova chiave di ergonomia. L'auto a guida autonoma che ospita attività digitali.

 

Ottanta minuti al giorno in auto. E' una media, ma soprattutto un tempo di cui ci si potrà riappropriare cambiando stile di vita. Ruota attorno a questo lusso possibile la rivoluzione delle vetture a guida autonoma, dove conta molto la tecnologia che gli permetterà di fare completamente a meno di ogni intervento umano, ma vale soprattutto il risultato.

Lo sviluppo di ogni nuova auto comincerà dalla cosiddetta user-story, dal capire cioè che tipo di vita fanno le persone che le useranno, di quale ambiente ideale avranno bisogno per mettere a frutto con il lavoro o l'intrattenimento quegli 80 minuti al giorno. Una media di tempo da passare in un terzo spazio tra la casa e l'ufficio, ma altrettanto flessibile.

Uno studio molto accurato del centro ricerche Strategy Analytics ha già battezzato “Passenger Economy” quei nuovi consumi alla portata di ex guidatori diventati passeggeri, un giro di affari per 800 miliardi di dollari entro il 2035 fatto di contenuti digitali visualizzati via streaming, app e servizi utili per gestire affari e hobby in mobilità.

Ma soltanto sostituire volante e pedali con schermi e gadget non tocca neanche il bersaglio di un design che va profondamente ripensato, spostando la maggior parte delle attenzioni sulla sensazione di accoglimento durante il viaggio, e nuovi concetti di ergonomia che hanno a che fare anche con la dolcezza nelle reazioni del motore elettrico e perfino dei sistemi di frenata.

Il terzo spazio deve spostarsi piacendo e senza distrarre, questa la sfida non piccola raccolta da Audi, presentando al recente Salone di Francoforte la sua concept car Aicon, lunga 544 cm e larga 210, ma soprattutto con una distanza tra le ruote anteriori e posteriori portata fino 347, ben oltre una ammiraglia di oggi come la nuova A8. Qui l'abitacolo è un Hub, le portiere si aprono a libro perché manca un montante centrale per accogliere i passeggeri come un salotto, e poi il tetto integrale in cristallo aggiunge ulteriore luminosità.

I quattro sedili ruotano di 15 gradi verso l’ esterno o l’ interno per accompagnare l’ingresso o la discesa dalla vettura e hanno un disegno a Chaise Longue con la parte inferiore che si estende come cuscino per le gambe. I primi indizi di un terzo spazio dove la tecnologia è nascosta sotto materiali naturali e forme minimal. Mancano del tutto volante e pedaliera, certo, ma anche qualsiasi dispositivo di comando, tasti e strumenti, e il cruscotto diventa un’ampia superficie di appoggio arricchita di display centrale sotto il parabrezza.

L'auto a guida autonoma si gestisce e si indirizza, non si comanda. Ed ecco che appena ci si accomoda l’assistente di bordo elettronico riconosce il passeggero attraverso il suo smartphone e attiva tutte le sue impostazioni personali, dalla climatizzatore all'inclinazione del sedile fino al tono dell'illuminazione interna, mentre il sistema di navigazione a comandi attende la destinazione. Dietro alla naturalezza c'è uno studio nuovo per il mondo dell'auto, dove la posizione dei pulsanti è di solito fissa, mentre invece ora l'abitacolo diventa dinamico e i pannelli di controllo sensibili al tocco devono muoversi attraverso le portiere per seguire il passeggero.

Poco sforzo, oppure nulla con il sistema “Eye Tracking”, che addirittura rileva la direzione dello sguardo attraverso sensori collocati nella parte anteriore dell’abitacolo e permette a chi è a bordo di attivare una funzione soltanto posando gli occhi sui comandi. Una ergonomia estrema nella quale il design per la prima volta può condizionare perfino il funzionamento della meccanica.

I quattro motori elettrici da 260 kW di potenza totale permettono alla Audi Aicon una trazione integrale, ma a cui si è voluto dare una gestione elettronica collegata ai sistemi di rilevamento degli ostacoli e dei flussi di traffico. Accelerazioni e frenate sono gestite e costanti senza strappi, per mantenere l'attenzione dei passeggeri sul loro stile di vita, e non su quello di guida. Perché in futuro quello conterà.

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