Il presidente del Parco Adamello Brenta e il direttore di Audi Italia siedono insieme, uno accanto all'altro, sul divano di un hotel a Madonna di Campiglio. Solo poco tempo fa, la loro stessa presenza nella medesima stanza sarebbe stata inverosimile, o comunque impossibile da prevedere.

Oggi non solo è reale, ma è anche una notizia: Joseph Masè e Fabrizio Longo hanno molto da raccontare sul perché i loro interessi e sforzi convergano ora fino a incontrarsi, sommarsi, e quindi creare dal nulla una partnership del tutto inedita.

«Abbiamo molte più affinità di quante si potrebbe pensare - esordisce il presidente del parco Masè - il parco nasce per tutelare quest’area e Audi sta manifestando con forza l'intenzione di volerci aiutare nel proteggere il nostro immenso patrimonio naturale».

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«La nostra presenza qui testimonia ancora una volta il cambio di pelle che l'industria dell'auto sta attuando negli ultimi 10 anni», gli fa eco il direttore di Audi Longo, secondo il quale «non può più esistere un'idea di mobilità che non sia integrata dalla piena sostenibilità». È solo l'inizio di una lunga intervista a due, durante la quale prende forma

una collaborazione pionieristica per realizzare la mobilità sostenibile nel meraviglioso territorio delle Alpi trentine.

Nato nel 1968 e istituito ufficialmente come Ente Parco nel 1988, il Parco Naturale Adamello Brenta compie 50 anni di vita effettiva, durante i quali il modo stesso di intendere la tutela ambientale si è evoluto, trasformato: da passiva, e quindi basata su divieti, sul definire cosa non si poteva fare all’interno di un’area protetta, la tutela è diventata attiva, nel senso che individua e disciplina ciò che è consentito nell'area del parco, di fatto rovesciando l’approccio alla gestione del patrimonio naturale.

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«Si è insomma capito - spiega Masè - che il focus sui divieti rischia di causare lo spopolamento delle aree montane, un fenomeno altrettanto pericoloso quanto l’eccessiva antropizzazione». Già, perché per restare “vive”, queste zone dal delicato ecosistema hanno bisogno di essere curate costantemente, e quindi richiedono investimenti che si possono e si devono compensare con uno sviluppo economico sostenibile. Ad aggiungere complessità, c’è poi il fatto che a diverse aree del territorio corrisponde una diversa gradazione di tutela: minore nelle zone più densamente abitate, e maggiore nelle riserve integrali.

«Prendiamo l’esempio di Madonna di Campiglio con i suoi impianti e la sua capacità di attrarre un alto numero di turisti - prosegue il presidente del Parco - gestire la loro presenza in maniera sostenibile richiede grandi sforzi sia organizzativi sia in termini di fondi», per esempio per garantire l'accesso al territorio solo con mezzi di ultima generazione gestiti dal parco. Una visione che, per essere messa a terra, richiede know-how tecnologico oltre che risorse economiche importanti, e che quindi spiega anche perché «un partner strategico fortemente votato alla protezione dell'ambiente come Audi diventi per noi non solo interessante, ma indispensabile».

Seduto accanto a Masé, Fabrizio Longo sorride e annuisce mentre ascolta il suo interlocutore. «Per me è la conferma che oggi lavorare nel mondo dell'auto e forse il regalo più bello che si possa fare a un professionista», confessa il direttore di Audi Italia. Si riferisce al cambio di paradigma che sta trasformando l’industria automotive, a quella rivoluzione che genererà presto un’auto molto diversa che in passato. Un mezzo che, unendo motori a emissioni zero, connettività, guida assistita e infine autonoma, è esattamente quello di cui realtà come Madonna di Campiglio e il Parco Adamello Brenta hanno e avranno bisogno.

«Così come la tutela del patrimonio naturale è passata da passiva ad attiva - spiega Longo - allo stesso modo si è evoluto il nostro modo di comunicare e interagire con il territorio come brand». E questo perché, continua il direttore di Audi, è finita l’era delle sponsorizzazioni fine a sè stesse, della mera esposizione del marchio: la presenza di Audi a Madonna di Campiglio avviene all’insegna della progettualità, testimonia l’adesione proattiva a un progetto di ampio respiro per una mobilità condivisa e sostenibile che sappia lasciare il segno e preservare l'ambiente. «Immagino un futuro in cui l’unico rumore di mezzi che si sente nella Val di Genova sia quello del rotolamento degli pneumatici», afferma Longo, rivelando la portata del progetto che sta prendendo forma tra le Dolomiti.

Ovviamente, non è da oggi che si parla di mobilità sostenibile nel Parco Adamello Brenta. «C’è un progetto in piedi da almeno 15 anni», rivela infatti il presidente Masé, che poi spiega: «C'è questo paradosso per il quale i turisti lasciano la città per sfuggire al caos e al traffico e tuttavia, muovendosi in massa, rischiano di portare con sé il problema anche nelle aree protette».  Così, per preservare luoghi con un ecosistema unico come la val Genova e la Val di Tovel, l’Ente Parco ha provveduto in passato a chiudere l'accesso e regolamentarlo esclusivamente attraverso la mobilità integrata.

«In questo modo il visitatore si lascia alle spalle l’auto e lo stress per entrare in un’esperienza completamente diversa, rigenerante», aggiunge Masé. In quest'ottica, la collaborazione con Audi si rivelerà fondamentale per due aspetti: sul piano pratico, per costruire progetti di mobilità sostenibili non solo nelle valli laterali ma anche in quelle principali. Sul piano della comunicazione, invece, per «trasmettere un messaggio chiaro e autorevole rivolto sia agli stakeholder locali, sia al pubblico più ampio», così da diffondere e affermare una cultura del rispetto per la natura.

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Proprio a questo riguardo, è tuttavia fondamentale restare con i piedi per terra trasmettendo un messaggio attendibile, rinunciando ai facili slogan e chiarendo che rivoluzioni come questa non si realizzano dall'oggi al domani. «Per arrivare a un sistema di trasporto che sia veramente ad emissioni zero, bisogna traghettare il presente verso il futuro un passo alla volta», ammonisce Fabrizio Longo. E prima che i motori elettrici diventino veramente fruibili, c’è un intero ecosistema da costruire. Ci vuole tempo.

Intanto Audi non sta certo con le mani in mano: da un lato collabora a tutto campo con un player dell’energia come Enel, per esempio per diffondere le colonnine di ricarica sul territorio italiano; dall’altro continua a investire su tutte le tecnologie a basse emissioni, dall’e-diesel al metano, creando mezzi sempre più puliti che saranno messi al servizio della mobilità sostenibile di Madonna di Campiglio. «Immaginiamo una circolazione all'interno delle zone interdette al traffico con degli shuttle dedicati - spiega Fabrizio Longo - che ridurranno drasticamente l'impatto sull'ambiente e abbatteranno il rischio di incidenti grazie ai sistemi di guida predittiva, facendo di questo luogo il modello e il precursore di una nuova mobilità».