di Dario De Marco

Ritorna il filobus. Ma su grandi distanze, e non è un mezzo di trasporto pubblico. Tanto che si parla di “autostrada elettrica” per questa opera che sarà realizzata in Germania, nello stato di Hesse. Il concetto è rivoluzionario, anche se sfrutta tecnologie in parte già presenti: 10 chilometri di autostrada saranno attrezzati con fili elettrici a cui camion e bus a trazione ibrida potranno agganciarsi in corsa.

La tecnologia è sviluppata da Siemens, che afferma che i veicoli cammineranno con un'efficienza doppia rispetto a quella che avrebbero muovendosi spinti da carburante tradizionale. Un camion di 40 tonnellate che percorre 100mila chilometri su autostrade elettriche risparmierebbe 20mila euro. E non si tratta solo di guadagno economico per il singolo utente, ma anche di vantaggi per l'ambiente in termini di emissioni ridotte.

È chiaro che per essere operativa, l'autostrada elettrica ha bisogno di alcune condizioni. La prima è soggettiva, nel senso che ovviamente potranno usufruire dell'energia presente nei fili solo i veicoli a propulsione ibrida, dove l'elettrico affianca normalmente la benzina o il diesel. Ma la vera svolta tecnologica è data dal pantografo intelligente, che i camion dovranno montare. Il pantografo è quel particolare aggeggio che sta sui tetti dei treni o dei tram (e dei vecchi filobus, appunto) e che alzandosi e toccando i fili conduttori rifornisce il mezzo di energia. Questo nuovo pantografo riesce a collegarsi 'al volo' alla fonte di energia, ove presente, e a staccarsi nei punti della strada in cui i fili mancano: il tutto in corsa, cioè senza necessità che il camion si fermi o rallenti. Un vantaggio decisivo, che permetterà a questa autostrada elettrica di essere davvero appetibile.

Per il momento i 10 chilometri saranno tra l'interscambio aeroportuale di Francoforte e l'interscambio di Darmstadt. Ma siamo pronti a scommettere che altri ne verranno presto.