di Caterina Vasaturo

Un ingresso, se non trionfale, di sicuro originale. È quello che ha effettuato Vishal Sikka, amministratore delegato di Infosyst, al campus Mysuru di Bengaluru, per il trimestrale appuntamento con la stampa. A bordo di un cart da golf privo di conducente, il CEO di una delle più grandi compagnie informatiche indiane ha immediatamente mostrato, attraverso questo astuto stratagemma, i progressi raggiunti dalla società nel campo dell’automazione e dell’Intelligenza Artificiale. Il veicolo, progettato e costruito direttamente da un team di ingegneri dell’azienda, in collaborazione con l’Indraprastha Institute of Information Technology di Delhi, ha aggiunto un importante tassello tecnologico, superando le aspettative del mercato, e stimolando nuove sperimentazioni in vari settori, anche in quello dell’edilizia.

Sikka mira a innovare le imprese in ogni ambito, ma non si avventura per la prima volta nel mondo dello sport. Ci ha già provato in passato, quando l’Infosyst ha fornito servizi all’industria del tennis, dopo aver rinnovato il suo partenariato con l’Associazione dei Professionisti (ATP), procurando dati analitici sulle prestazioni dei giocatori e sulle statistiche, nel tentativo di coinvolgere maggiormente i tifosi. Nel 2015, poi, l’ente ha investito tre milioni di dollari nei dispositivi indossabili della start-up WHOOP, migliorando le prestazioni dei giocatori della National Football League.

Va tuttavia precisato che il cart da golf sprovvisto di pilota non è una novità. Il primo modello risale a un paio di anni fa ed è stato testato dalla Singapore MIT Alliance for Research and Technology per trasportare i partecipanti a una conferenza sulla robotica intelligente. L’esperimento ha coinvolto gli utenti di una struttura dotata di diversi campi da golf, e ha avuto l’obiettivo di rilevare la soddisfazione degli stessi clienti nell’utilizzare una nuova tipologia di mezzi di trasporto: le vetture-robot elettriche a guida autonoma, per l’appunto. Dai golf club al tragitto lavoro-casa il passo è breve. Presto, le persone potranno spostarsi da una parte all’altra della città, senza stancarsi al volante. La mobilità del futuro è smart, digitalizzata sotto l’impronta dell’I.A.