di Francesco Musolino

 

Per decenni abbiamo creduto che il lusso e l’alta moda dovesse osare – e talvolta sprecare – spingendosi oltre ogni limite, andando alla ricerca della creatività, sfidando la fantasia per imporsi sul mercato e stupire la clientela. Ovviamente l’obiettivo finale, la conquista del mercato, resta immutato, ma in questi ultimi anni qualcosa è cambiato. Rispondendo ad una domanda etica che pervade la società civile, ad esempio, anche l’alta cucina ha scelto di minimizzare gli sprechi ai fornelli, costruendo dei menù concepiti per valorizzare ed esaltare la qualità delle materie prime. Rispondendo alla medesima logica, anche l’haute couture ha impresso una netta virata verso la sostenibilità, valorizzando l’artigianato e la ricerca dei materiali di altissima qualità.

Si tratta di una tendenza già sposata da diverse case di moda di prestigio, fra le quali spiccano Schiaparelli, Ralph & Russo, Chanel, Dries Van Noten, Stella McCartney, Guo Pei ed Ermenegildo Zegna. Un perfetto esempio, in tal senso, è senza dubbio l’abito Crystal² di Schiaparelli, esibito durante la Settimana Parigi Haute Couture di luglio e indossato dalla pop star Celine Dion: presenta elaborati ricami di cristallo 3D su una maglia di delicato cristallo multicolore che permette all’abito di splendere, riflettendo milioni di sfaccettature per un effetto finale sorprendente.

Guyon e altri designer di moda, invece, stanno concentrando la propria attenzione verso la creazione di tessuti unici per evidenziarne l'artigianalità e promuovere la sostenibilità. Sotto questo aspetto Chanel è uno dei pionieri, grazie al contributo di una squadra di prestigiosi atelier artigianali, al fine di riuscire a preservare e accrescere il concetto stesso di lusso nel campo della moda. Ma la ricerca dell’artigianalità è largamente presente anche nel mondo delle collezioni maschili, difatti le marche di lusso di lusso di fascia alta come Ermenegildo Zegna – celebre per la sua lana satinata – e Cerruti hanno entrambi artigiani che fabbricano tessuti esclusivi e investono continuamente nella ricerca e nello sviluppo.

Anche le maison ready-to-wear come Dries Van Noten e Stella McCartney stanno collaborando con gli innovatori tessili per la creatività e le cause sostenibili, scegliendo di collaborare, ad esempio, con Bolt Threads - una società di biotecnologie nota per i materiali sostenibili, come una seta vegana a base di lieviti. Lo sviluppo di un tessuto e la nascita di un nuovo capo spesso crescono in parallelo, l’uno deve ispirare l’altro: del resto l’innovazione tessile permette ai creativi di spingersi oltre, tagliando nuove frontiere dell’estetica, un disegno alla volta, un capo dopo l’altro.