di Gianmaria Raimo

Una cosa è certa: sarà la missione più calda nella storia dei viaggi spaziali. Quest'estate la Nasa si appresta a mandare un'astronave verso il sole. Non è un film di fantascienza, e non deve proprio andare a schiantarsi sulla superficie della nostra stella. Ma passare molto vicino, in posizioni dalla temperatura comunque inimmaginabile, per scoprire alcuni misteri rimasti insoluti relativamente ai venti solari. Ah, e ovviamente non ci sarà nessuno a bordo.

La Nasa ha da poco annunciato che la missione ha cambiato nome, diventando Parker Solar Probe, in onore dell'astrofisico americano Eugene Parker che per primo, quasi cinquant'anni fa, dedusse l'esistenza di venti solari ad altissima velocità. Parker adesso ha novant'anni, ed è la prima volta che una missione spaziale viene intitolata a una persona vivente. Le temperature del sole sono uno dei grandi enigmi dell'astrofisica: mentre il nucleo è sui 15 milioni di gradi, la superficie solare è (relativamente) molto meno calda, circa 6mila gradi. Ma allora perché la parte ancora più esterna, cioè l'atmosfera del sole, della corona, arriva di nuovo a temperature elevatissime, tra il milione e i 5 milioni di gradi? Questo, Parker suppose e successive ricerche hanno confermato, accade perché più ci si allontana dalla stella e minore è la forza di attrazione gravitazionale esercitata da essa: i venti solari infrangono la barriera del suono, e ancora più in là arrivano a una velocità pari all'80% di quella della luce. Ovviamente siccome questi 'venti' non sono fatti di aria ma sono il prodotto delle combustioni solari, la loro presenza non 'rinfresca' l'atmosfera del sole, ma ha tutt'altro effetto: più rapide sono queste particelle più energia producono e più aumentano la temperatura.

Tra il novembre 2018 e il dicembre 2024 la sonda spaziale dovrebbe passare nei pressi del sole otto volte. Costruita con dei mezzi avanzatissimi di autoraffreddamento per resistere a una temperatura esterna di circa 1400 gradi, l'astronave ha una serie di compiti. Raccogliere informazioni sulle proprietà elettriche e magnetiche del plasma solare, per esempio. E osservare e studiare le componenti del vento solare: come funziona, nello specifico, la produzione di questo vento da parte del sole, e quali sono i processi fisici sottostanti. I risvolti pratici sono parecchi: dalla comprensione delle radiazioni e di altri effetti pericolosi per gli astronauti nello spazio; all'osservazione di ciò che succede molto vicino al sole, per poter prevedere quello che succederà in futuro nei posti un po' meno vicini, cioè da noi.