Oltre 460 miliardi di capitalizzazione, ricavi in crescita e business avviati ovunque, dalle vendite online al fintech. Eppure Alibaba, il gigante cinese dell’e-commerce, ha deciso di rendersi (ancora) più competitivo con un investimento su un settore sensibile per il suo futuro: l’intelligenza artificiale. La holding ha annunciato che raddoppierà la spesa in ricerca e sviluppo a 15 miliardi di dollari per costruire otto centri all’estero, inseguendo i progetti miliardari messi in campo dalla concorrenza nei settori di commercio elettronico e cloud computing. L’accademia del gruppo, chiamata Damo, aprirà i nuovi centri in Cina, Israele, Stati Uniti, Russia e Singapore e assumerà 100 ricercatori per lavorare sulle branche più proficue della Ai, dal computing quantistico alle tecnologie applicate al trading finanziario. Oggi l’organico di Alibaba conta su 25mila ingegneri e sta lavorando sul potenziamento della sua piattaforma, oltre alla conquista di nuovi spazi di mercato oltre al suo bacino d’elezione: la Cina. Lo sfidante numero uno è Amazon, il pioniere del commercio elettronico cresciuto fino a diventare una potenza globale.