di Riccardo Meggiato

 

È stata una questione di secondi: una palla di fuoco piomba nei cieli del Michigan ed esplode a circa 30 km di altitudine, spargendo frammenti incandescenti su una vasta area. Larry Atkins, Robert Ward e Darryl Landry, che di mestiere cacciano meteoriti, non si fanno certo pregare: utilizzando tutti gli strumenti di cui dispongono, dai dati sismici alle rilevazioni radar, riescono a individuare il punto con la maggior concentrazione di detriti spaziali e si mettono in strada. Ovviamente a tutta velocità, perché non sia mai che la concorrenza arrivi prima di loro.

Così, alle nove del mattino del 18 gennaio, la caccia porta i suoi risultati: un primo pezzo di meteorite, grosso più o meno come un bricchetto per il barbecue, e un secondo frammento appena quindici minuti dopo. Parliamo di oggetti piccoli, dal peso tra i venti e i cento grammi, che stanno comodamente nel palmo di una mano, ma che per il trio rappresentano altri pezzi da condividere col mondo della scienza. Uno dei due frammenti, infatti, verrà spedito al Field Museum di Chicago, fa sapere Atkins al sito space.com. L’altro, invece, è il giusto premio per Larry, Robert e Darryl, che lo inseriranno nella loro collezione privata. Dei tre, il più attivo cacciatore di meteoriti è proprio Larry Atkins. Lo fa da vent’anni, spesso cambiando componenti del team. Solo due anni fa, con un altro gruppo, si rese protagonista di un’altra “caccia grossa” in Florida. Raggiunse il posto con un viaggio senza sosta dall’Arizona, dove Atkins risiede durante l’inverno. Quella dei cacciatori di corpi spaziali non è una vita facile. Per quest’ultima avventura, il team, appena ricevuta la segnalazione, si è dedicato a studiare la zona da perlustrare fin dalle tre del mattino, specie grazie alle informazioni fornite dall’American Meteor Society e dalla NASA. E se per Atkins il primo ritrovamento è arrivato sei ore dopo, per Ward è stata necessaria un’ora in più. Anche in questo caso, come in quello del collega, si è trattato di un bel frammento di chondrite, uno dei più diffusi reperti meteoritici che arrivano sulla Terra. Per Ward, però, è sempre come la prima volta: cerca meteoriti da quando ha 13 anni (ora ne ha 41) e finora ha raccolto oltre 600 reperti in tutti i continenti, anche se non ha mai fatto tentativi in Antartide.

Per svolgere questa professione ci vuole molta dedizione ed esperienza, specie perché raramente si è soli. Non manca infatti la concorrenza, soprattutto quando si ha a che fare con “arrivi” molto spettacolari e visibili, come questo nel Michigan. Nella zona dei detriti è arrivato anche Larry Ruff, sismologo dell’Università del luogo, che non ha mancato di far notare che i curiosi accorsi nella zona erano parecchi, per via di una buona condizione climatica, seppur la temperatura si aggirasse intorno ai sette gradi sotto lo zero. Anche l’ondata sismica conseguente all’impatto dei frammenti sul suolo, più alta della media, ha contribuito ad allertare i tanti appassionati in attesa di questo genere di fenomeni. E così, ecco che all’American Meteor Society (AMS) sono arrivate la bellezza di 657 segnalazioni. E non solo dal Michigan, ma anche da Iova, Wisconsin, Illinois, Indiana, Ohio, West Virginia e Pennsylvania.

Tuttavia, cos’è stato a rendere così interessante l’arrivo di questo meteorite? È la stessa AMS a darne conto, spiegando che la sua bassa velocità (circa 45mila kilometri orari) le ha consentito di penetrare adeguatamente nell’atmosfera ed esplodere a poca distanza dal suolo, rendendo molto circoscritta la zona di caduta dei detriti. Non molti, a dirla tutta, visto che la meteora era grande circa un metro. Niente di comparabile, giusto per fare un esempio, a quella che esplose nei cieli russi nel 2013, causando parecchi danni e feriti imputabili ai vetri frantumati dall’onda d’urto, che generò grazie al suo diametro da ben 17 metri. Senz’altro parecchi, ma la prospettiva cambia rapidamente se si pensa che l’asteroide che colpì la terra 66 milioni di anni fa, e considerato la principale causa dell’estinzione dei dinosauri, formò un cratere dal diametro di 300 chilometri nello Yucatan. Tutto sommato, Larry, Robert e Darryl saranno felici di accontentarsi di esemplari microscopici