di Giulia Zanesi

Nuove tendenze provenienti da Singapore rivelano come coltivare le piante in modo efficiente. Attraverso l’uso della tecnologia, prendono vita delle vere proprie aziende verticali nella quale si produce vino e particolari soluzioni enzimatiche per incrementare la salute delle piante.

Ogni sei mesi i giardinieri volontari di Bukit Batok Central si dirigono nei mercati all’ingrosso di ortaggi e frutta in via di deperimento, ritirano la merce allo scopo di produrre soluzioni enzimatiche che permettano di assorbire meglio alle piante le sostanze nutritive. Gli enzimi in questione sono costituiti da materiali naturali (germogli di banane, papaya, gusci d’uovo, latte ecc) e organici, a differenza dei normali concimi chimici abitualmente utilizzati. Ogni miscela realizzata aiuta le piante in diversi modi: a uccidere le erbacce, eliminare i parassiti, rafforzare le radici, incrementare i valori di azoto e potassio.
Il processo di realizzazione di queste miscele è piuttosto laborioso, varia da una settimana a ventuno giorni e alcune richiedono che le materie prime vengano mescolate con zuccheri e fatte fermentare per otto-dieci giorni prima che il liquido possa essere utilizzato nei giardini; le tecniche variano molto, proprio per questo vengono realizzati due volte l’anno enormi lotti gestiti da giardinieri volontari, membri della comunità compresi i bambini delle scuole del quartiere.

Il giardino è diretto da tre giardinieri che vivono nel quartiere: May Lee, lavora nella sua attività familiare; Cheryl Wee casalinga e il Sig. Tan Swee Ching che si occupa di vendite nel settore delle materie prime. Tutti e tre hanno svolto un corso all’Università Maejo di Chang Mai in Thailandia specifico sulla coltura biologica e su come produrre soluzioni enzimatiche e negli ultimi due anni stanno mettendo in pratica queste soluzioni speciali direttamente sulle piante.

Il giardino chiamato Cosy Garden è uno spazio delizioso per il quartiere e comprende, piante, fiori, sculture e un recinto a farfalla. Dal 2014 ha vinto numerosi premi dal Board National Park e molti appassionati di giardinaggio lo hanno visitato per scoprire i segreti e le tecniche di realizzazione dell’impiego di tali procedure. Sempre molto disponibili, i tre giardinieri tengono sessioni di gruppo organizzate proprio per far comprendere ed imparare queste tecniche basate sulla realizzazione di soluzioni enzimatiche.

E se le piante potessero parlare cosa direbbero?

Domanda posta da Veera Sekaran il quale mette in luce la più recente innovazione apportata dalla sua azienda, una rete di sensori che possono aiutare gli esseri umani a comunicare con le piante. Come? I sensori collocati nel suolo e nell’ecosistema circostante reagiscono con i composti dell’ambiente per misurare alcune variabili come i livelli di luce, l’inclinazione delle piante e la quantità di acqua nel terreno; successivamente in modalità wireless vengono trasmesse queste informazioni a un dispositivo mobile o tablet in modo tale da poter monitorare lo stato dei propri impianti 24 ore su 24.