La mostra Circling The Square al Royal Institute of British Architects (RIBA) esamina la storia di due iconici progetti proposti per la stessa area di Londra da due altrettanti iconici architetti del ventesimo secolo: l’irrealizzato Mansion House Square project di Mies Van der Rohe e il Number One Poultry di James Stirling. 

Quando Peter Palumbo ingaggiò Mies van der Rohe nel 1962 per costruire un capolavoro del movimento moderno, in un’area piena di edifici vittoriani tra Cheapside e Queen Victoria St, iniziò una delle controversie più famose della storia dell’architettura. Il progetto di Mies van der Rohe, Mansion House Square project che fu definitivamente rifiutato nel 1985, 16 anni dopo la morte dell’architetto, prevedeva una torre rettangolare di vetro di diciannove piani con un centro commerciale sotterraneo circondato da un’area pubblica. Palumbo decise allora di rivolgersi a James Stirling per una visione alternativa dell’area. Il Number One Poultry di Stirling completato nel 1998, sei anni dopo il suo improvviso decesso, è stato recentemente inserito nella lista degli edifici d’interesse storico del Regno Unito.

Con una mostra del maestoso modellino di Mies van der Rohe e i disegni successivi di Stirling, la RIBA propone un confronto fra il modernismo miesiano e il post-modernismo di Stirling.

 ‘Less is more’ era il motto che l’architetto Mies Va der Rohe aveva tradotto in stile architettonico. Cresciuto ad Aquisgrana era rimasto molto impressionato da come per mancanza di fondi, le aggiunte barocche alla cattedrale costruita da Carlo Magno erano state eliminate e non più rimesse, riportando l’edificio alla sua semplicità artigianale. James Stirling, invece, è stato un architetto che cercava di sfuggire all’hight tech e al grigio dei blocchi di acciaio cemento e alla funzionalità ad ogni costo. Poultry Number One è un continuo alternarsi di colori, eccentricità e divertimento per gli occhi. Nel definire l’essenza del ventesimo secolo architettonico trovano spazio sia la razionalità essenziale di Mies van der Rohe che la provocazione e il gusto eccentrico di Stirling.