di Valerio Millefoglie

 

Un bambino di oggi cammina nell’antica Grecia. Un altro esplora gli abissi degli oceani senza bisogno di indossare lo scafandro. Il fisico Michio Kaku, autore di Iperspazio - Un viaggio scientifico attraverso gli universi paralleli, le distorsioni del tempo e la decima dimensione, accompagna un gruppo di studenti in un viaggio a bordo di un'auto ad energia solare efficiente. Il cervello umano è un paesaggio di cellule che un altro gruppo di studenti ammira da vicino. E tutti loro, tutti questi bambini, non si sono mai spostati dalla loro classe. Hanno attraversato questi mondi indossando un visore per la realtà virtuale.

Secondo l’IDC, il primo gruppo mondiale specializzato in ricerche e analisi di mercato, la realtà virtuale è una delle nuove tecnologie in forte crescita nel settore dell’educazione: si prevede che nel 2021 saranno venduti 99,4 milioni di occhiali e cuffie VR per la realtà virtuale. Nel 2016 ne sono state venduti dieci milioni. Secondo la statistica, le materie per cui vengono più utilizzate queste lezioni in 3D sono scienza, storia e arte. Solo il 4% degli educatori esclude di utilizzarli in futuro. La maggioranza si dichiara favorevole, spiegando che non andranno a sostituire le lezioni ma le integreranno. Molti rappresentanti di istituti scolastici, il 30%, sono dubbiosi riguardo alle proprie infrastrutture tecnologiche: temono che al momento non siano in grado di gestire l’aumento del traffico di rete dovuto all’utilizzo della realtà virtuale. Altre scuole invece trovano difficoltoso adattare questo approccio al programma ordinario. Sono però tutti convinti che questa tecnologia coinvolge in modo creativo gli studenti.

Anche nelle piccole comunità rurali, nei piccoli centri, i bambini potranno conoscere la vastità del mondo, andando dal Colosseo di Roma al Taj Mahal di Agra, in India, senza mai spostarsi dai loro banchi. Uno degli intervistati ha raccontato: “Abbiamo chiesto alle famiglie che non ne hanno più bisogno di donarci i loro vecchi smartphone. Li stiamo assemblando con il Google Cardboard per creare dei laboratori per le nostre classi”. Il Google Cardboard è un modello basico ed economico di occhiali VR. Si tratta di una piccola scatola di cartone da assemblare con lenti e magneti, e da piegare dandogli appunto la forma di occhiali. Lo smartphone viene poi inserito all’interno della scatola e indossato. Così, in una mattina qualsiasi di un giorno di scuola, una rumorosa classe di bambini parte in gita scolastica senza andare da nessuna parte. Realtà aumentata, una definizione che sembra voler gareggiare con la realtà vera. Alla domanda della statistica dell’IDC,  su quali siano i maggiori benefits dell’uso della realtà virtuale nell’educazione, le risposte sono state: coinvolge gli studenti, incoraggia la creatività, rende semplici i concetti difficili, elimina le distrazioni, consente agli studenti di frequentare la scuola da qualsiasi luogo. Persino da scuola, vien da concludere.