Era una vecchia conoscenza di film, fumetti e letteratura distopica. Ora è diventato realtà: a Dubai è stato presentato a fine maggio il primo prototipo di robot-poliziotto, un automa umanoide che lavora a tempo pieno per le forze dell'ordine dello stato emiratino. Il progetto è frutto di una partnership tra l'Emirato, Ibm e Google, con l'obiettivo di affiancare alle truppe “tradizionali” un numero crescente di automi. A quanto ha spiegato anche il Gulf News, il quotidiano locale, la funzione del robot sarà principalmente di sorveglianza e raccordo tra gli episodi registrati in strada e gli interventi della centrale di polizia. L'agente meccanico dispone di un touch screen per segnalare reati o pagare multe, oltre a un dispositivo interno per scatti fotografici e riconoscimento facciale. Fuori dalla sicurezza, potrebbe diventare un elemento in più nell'assistenza ai turisti.
Al di là dei dettagli più pittoreschi (come la capacità di fare il saluto militare), l'agente vanta la possibilità di parlare in sei lingue e un tempo di servizio di otto ore. Un limite fissato per ragioni di agenda e ricambio con i colleghi? No: è l'autonomia massima raggiunta, per ora, dalla sua batteria.