Quando pensiamo all’avvento delle macchine a guida autonoma ci immaginiamo spesso dei veicoli in grado di svolgere tutte le attività necessarie a garantire uno spostamento da un punto iniziale A ad un punto finale B senza richiedere alcun intervento degli esseri umani.

Le frenate, le svolte, il controllo della posizione nella carreggiata, l’analisi del traffico e della posizione delle auto che ci circondano: tutte queste attività saranno in mano all’AI.

Se questo tipo di scenario è sicuramente il più affascinante, dal punto di vista ingegneristico — e legale — il passaggio alla guida autonoma non sarà così diretto.

Il passaggio dal livello due al livello tre segnala la linea di inizio della guida che si può considerare autonoma

La SAE International, un’associazione globale che racchiude oltre 120 mila ingegneri ed esperti dei settori aerospaziale, dell’automotive e dei veicoli commerciali, ha infatti introdotto uno standardl’ultima revisione è stata fatta a settembre dello scorso anno — in cui vengono descritte sei diverse modalità di guida che prevedono il graduale passaggio di alcune attività dalle mani dell’uomo a quelle digitali delle AI: l’obiettivo di questo standard è chiarire il ruolo dell’essere umano in ognuna delle fasce. 

Le attività di guida tenute in considerazione sono quattro: il controllo dell’accelerazione, della frenata e della direzione del mezzo; il monitoraggio dell’ambiente circostante; la gestione di eventi inaspettati; ed i diversi tipi di scenari di guida — ad esempio l’ingresso in autostrada e la guida nel traffico a bassa velocità.

Il passaggio dal livello due al livello tre segnala la linea di inizio della guida che si può considerare autonoma: nel livello 3 la gestione delle operazioni dirette di guida ed il controllo tattico, come la decisione di cambiare la corsia e di rispondere ai segnali esterni, sono completamente in mano all’intelligenza artificiale. L’essere umano ha il solo compito di intervenire quando insorgono eventi inaspettati, rispondendo prontamente alla richiesta di intervento da parte del sistema e riprendendo il controllo dell’attività di guida.

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Il livello tre è quello su cui i produttori di macchine a guida autonoma si sono divisi: l’esempio più noto è offerto dagli ingegneri di Waymo — la società di Google che sta lavorando ad un’automobile a guida autonoma — che hanno segnalato come il problema del passaggio di testimone fra l’AI ed il guidatore umano possa essere complicato. 

Secondo quanto affermato in un report di Google, infatti, c’è il rischio di incorrere nel cosiddetto automation bias: gli esseri umani sono portati a fidarsi della tecnologia che stanno utilizzando più di quanto dovrebbero. Se ci si affida troppo all’algoritmo non si presta sufficiente attenzione alla guida, trovandosi impreparati nel caso in cui venga richiesto di riprendere il controllo del veicolo per delle emergenze.

In uno studio della Stanford University, pubblicato lo scorso maggio, è stata messa alla prova con una simulazione la capacità dei conducenti di riprendere il controllo della vettura mentre erano impegnati in un’altra attività secondaria — nello specifico, mentre stavano giocando con un tablet.

La maggior parte delle persone che hanno partecipato al test sono riuscite a riprendere il controllo del mezzo quando vi era un preavviso fra i 5 e gli 8 secondi.

Questi risultati sembrano quindi favorire l’introduzione sul mercato di sistemi di guida autonoma: Audi ha infatti presentato l’11 luglio il nuovo modello A8, il primo modello di auto al mondo in grado di offrire il livello tre di guida autonoma.

I conducenti della A8 potranno lasciare nelle mani dell’AI la gestione della guida nel traffico autostradale fino alla velocità di 60km/h, grazie al set di sensori — fra cui il LiDAR — ed il computer di bordo in grado di effettuare un’analisi in tempo reale dei dati raccolti. Il sistema di AI è in grado di gestire l’accelerazione, la frenata, ed il movimento delle ruote, lasciando l’opportunità alle persone di togliere le mani dal volante e concentrarsi in altre attività, per poi essere richiamati alla guida dal sistema in caso di bisogno.

Le capacità di guida autonoma, però, non saranno disponibili al momento dell’acquisto e sarà quindi necessario, in seguito, eseguire un aggiornamento del sistema di guida, rimanendo in attesa, inoltre, dell’introduzione di leggi che permettano la circolazione di auto dotate di tale autonomia — la Germania si sta già portando avanti a livello legislativo con l’introduzione del permesso di effettuare test su strada per auto a guida autonoma di livello tre.

Se al momento, quindi, il livello cinque — ovvero quello della guida completamente autonoma — ancora non sembra pronto per entrare nel mondo reale, possiamo comunque iniziare a percepire concretamente cosa vorrà dire avere un’intelligenza artificiale come autista grazie all’introduzione delle auto con le capacità di guida di livello 3.