Le applicazioni degli algoritmi di intelligenza artificiale si stanno espandendo in ogni settore ed hanno permesso persino agli ingegneri di Google di creare Quickdraw, un gioco in cui far riconoscere all’AI un nostro disegno. Da quel database di bozzetti ed immagini è nato però un altro progetto che ha l’obiettivo di comprendere più a fondo la cultura delle diverse nazioni.

Quickdraw è un gioco online in cui gli utenti sono invitati a disegnare oggetti, animali, e azioni in 30 secondi, da far poi indovinare all’algoritmo. Per vincere, ad esempio, bisogna riuscire a disegnare in maniera comprensibile per l’AI una bocca, la luna o un segnale stradale.

Sfruttando il divertimento del gioco, Quickdraw riesce a migliorare anche la rete neurale: non c’è bisogno di dover raccogliere e catalogare a mano i dati poiché tutti i giocatori aiutano spontaneamente — e forse anche inconsciamente — nel processo di produzione.

Nel giro di pochi mesi Quickdraw è stato in grado di raccogliere oltre 50 milioni di disegni, che sono stati poi messi pubblicamente a disposizione della comunità di ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale per addestrare i propri algoritmi, trasformandosi quindi anche in una finestra sull’attività cognitiva umana legata al modo in cui immagazziniamo e comunichiamo l’idea di un oggetto.

Ed è proprio su questo tema che Mauro Martino, artista e scienziato a capo del Cognitive Visualization Lab di IBM, ha deciso di concentrarsi con il progetto Forma Fluens: l’obiettivo è quello di capire quali relazioni è possibile esplorare partendo da questo archivio sconfinato di disegni prodotti dagli esseri umani.

Questa raccolta gigantesca di disegni rappresenta “il potere di un’espressione collettiva della società”, si legge dal sito del progetto, e questi schizzi, grazie anche alla loro rapidità nei segni dovuta ai tempi di gioco, offrono “una forma di pensiero diretto, di astrazione della realtà che si fa concreta per tutta l’umanità.”

Le linee che compongono i disegni, essendo realizzate direttamente con le dita sullo schermo dei tablet o sfruttando il mouse, non sono mai identiche le une alle altre, e nel complesso i disegni non sono rifiniti, avvicinandosi così il più possibile all’essenza dell’oggetto così come ci appare nella nostra testa.

I ricercatori del progetto Forma Fluens hanno suddiviso i disegni dell’archivio di Quickdraw in base alla nazione di provenienza per poi utilizzare solamente quei gruppi che presentavano almeno 200.000 disegni ed almeno 1.000 per ogni diversa categoria, riducendo così il numero delle nazioni da 215 a 34 — nel database di Quickdraw mancano contributi da nazioni come Cuba, Antartide, Sierra Leone ed altri paesi.

Da quest’analisi è stato possibile analizzare le sequenze dei tratti, come dimostrato nel video Points in Movement, rivelando dei pattern comuni fra le diverse nazioni e scoprendo che abbiamo la tendenza a disegnare prima le linee esterne, per poter definire ed inquadrare bene gli estremi dell’immagine, e poi aggiungere i dettagli all’interno — nei disegni dei volti, ad esempio, si tracciano prima il cerchio che raffigura la testa e poi si aggiungono occhi, naso, e bocca.

Inoltre, sovrapponendo tutti i disegni di un determinato oggetto e confrontandoli fra le diverse nazioni, è stato possibile notare delle differenze singolari: i coni gelato, ad esempio, sono disegnati in tutto il mondo con una sola pallina di gelato sopra, tranne in Italia, Svezia, ed Ungheria, dove ci sono più palline una a fianco all’altra.

Lo stesso vale per i telefoni che in tutto il mondo sono stati disegnati con uno schermo touch mentre invece in India e Giappone è preferita la figura iconografica con la cornetta — un ulteriore segnale del ruolo che hanno acquisito gli smartphone nelle nostre culture. Ma anche il disegno dei cocomeri ha diviso i paesi: ci sono alcuni che lo disegnano intero, come Germania e Ucraina, mentre invece nei paesi più caldi si preferisce la versione già tagliata a fette, come in Australia.

Le somiglianze nei disegni, affermano sul sito, possono essere collegate a somiglianze nell’atmosfera culturale, ad una comunione di ideali, ed a tratti che accomunano i sentimenti e le emozioni più segrete: i nostri disegni “rivelano come vediamo gli oggetti rappresentati, come li immaginiamo, e come ce li ricordiamo.”

Con Forma Fluens, quindi, si sono capovolti i ruoli: convinti di contribuire a migliorare l’intelligenza artificiale alla base di Quickdraw ci ritroviamo invece a guardare noi stessi, la nostra sfera cognitiva, ed imparare qualcosa di nuovo sulla natura umana.