di Valerio Millefoglie

L’estate del 1947 ha avuto dei visitatori speciali arrivati, sembra, da molto lontano. A darne notizia per primo fu il Roswell Daily Record, quotidiano di Roswell, capoluogo della contea di Chaves, nel New Mexico. Pare sia stata proprio questa, secondo la cultura popolare, la prima meta scelta dagli alieni per visitare la Terra, settant’anni fa esatti. La leggenda inizia con l’articolo del quotidiano che il 2 luglio di quell’anno scrive: “L’oggetto volante è atterrato in un ranch vicino a Roswell la scorsa settimana. Non avendo un telefono, l'allevatore ha tenuto il disco fino a quando non è stato in grado di contattare l'ufficio dello sceriffo, che a sua volta lo ha riferito al Maggiore Jesse A. Marcel del 509º Bomb Group Intelligence Office. Sono immediatamente scattate misure e il disco è stato subito prelevato a casa dell’allevatore”. Qualche giorno dopo, l’8 luglio, il tenente Walter Haut, funzionario del Public Information Office del Campo d’Aviazione della città, legge un comunicato alla radio: “Le numerose voci concernenti i dischi volanti sono finalmente diventate realtà ieri, quando il Reparto Informazioni del 509º Gruppo da Bombardamento dell'VIII Forza Aerea del Campo di Aviazione di Roswell ha avuto la fortuna di entrare in possesso di un disco con la collaborazione di un allevatore del posto e dello sceriffo della Contea di Chaves”.

Ricorda un’altro comunicato radio, trasmesso negli Stati Uniti dalla CBS nove anni prima, il 30 ottobre 1938, alla CBS: “Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo”, e poi, dopo aver comunicato di strane esplosioni di gas incandescente riscontrate dagli esperti sul pianeta Marte, la voce comunica agli ascoltatori che un meteorite si è abbattuto in una fattoria del New Jersey. Un inviato prontamente giunto sul posto si collega in diretta e racconta che il meteorite in realtà è una navicella spaziale, un disco volante e descrive così la scena: “Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità... Qualcuno... o qualcosa. Nell'oscurità vedo scintillare due dischi luminosi... sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere…”. Seguono urla di terrore della folla, e degli ascoltatori da casa che credono alla notizia. La voce alla radio è quella del regista Orson Welles che sta lanciando il suo film La guerra dei mondi. Una trovata pubblicitaria. L’anno dopo sarebbe esplosa la seconda guerra mondiale. Nel 1947, due anni dopo la fine della guerra, l’arrivo degli alieni viene smentito nel giro di pochi giorni. Il 9 luglio un esperto ufficiale della stazione meteorologica di For Worth, in Texas, chiarisce che l’oggetto rinvenuto non è un disco volante ma un pallone sonda utilizzato per determinare direzione e velocità dei venti in alta quota, e che tale strumento era sconosciuto agli ufficiali di Roswell. Il caso viene chiuso. Su YouTube però, digitando “Incidente di Roswell”, vengono fuori più di duemila risultati dal titolo: “la verità sul caso”, “il video originale non censurato”, “un vigile del fuoco di Roswell confessa, era un disco volante!” e, addirittura, “Autopsia sull’alieno di Roswell”. L’estate del ’47 ha avuto comunque una notizia turistica aliena. La verità sul caso, ci è aliena.