Credo che la maggiore difficoltà oggi non risieda nell’immaginare un futuro per l’Intelligenza Artificiale, ma un presente per l’Intelligenza Umana – specialmente nelle aree del progetto e dello spazio costruito, nelle quali spesso si tende a dimenticare proprio la qualità dell’aggettivo umano: cosa significa appartenere agli umani, in un periodo storico in cui tutte le funzioni fondanti che regolano le relazioni tra soggetti, istituzioni, gruppi e persino stati vengono influenzate e modificate dal potere algoritmico?Probabilmente significa muovere più in là lo sguardo: essere umani significa rendersi conto di non essere i soli abitatori dello spazio urbano, che invece è condiviso da migliaia di esemplari di diverse specie che hanno pari cittadinanza e dignità, e non parlo soltanto degli animali ma anche delle piante. Oggi sappiamo che le piante incarnano un esempio lampante di mobilità intellettuale. Una volta si collezionavano gli animali, come si collezionavano gli umani strani. Io credo che la costruzione di un’armonia complessa e sofisticata fra i partecipanti dello spazio fisico, e anche dello spazio immateriale – compresi dunque i robot digitali, e le pure menti calcolanti della cibernetica – sia un’urgenza progettuale assoluta: che investe anche noi architetti, designer, e tutti coloro che immaginano il presente che diventa futuro. Per molto tempo io ho fatto il collezionista, come passione secondaria. Oggi preferisco raccogliere partecipazioni, progetti, o semplicemente collezionare incontri soprattutto quando questi hanno a che fare con la scienza e l’innovazione tecnologica.

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Penso che partecipare a grandi progetti sia un atto creativo molto importante: e ogni grande progetto umano oggi ha a che fare con una spinta tecnologica, che però va re-immaginata nelle sue forme e nelle sue varianti di bellezza. Oggi se ho dei soldi preferisco impiegarli per combattere contro i cacciatori di balene, non solo per salvare le balene, non solo per le balene stesse, ma anche perché si possono disegnare motoscafi meravigliosi al carbonio, elicotteritipo Batman, esplorare la cima delle foreste tropicali con le mongolfiere.I passi da gigante fatti di mese in mese dai protocolli di programmazione legati all’Intelligenza Artificiale destano meraviglia e talvolta preoccupazione: ma ci siamo mai chiesti come funziona realmente l’intelligenza degli animali, che da prima di noi convivono con il (e nel) pianeta?

Italo Rota