Marco Tagliafierro (Novara, 1973) critico d'arte e curatore, indaga la struttura dell'ipertesto riferendola all'arte combinatoria che caratterizza, a suo modo di vedere, la ricerca di molti artisti contemporanei.

I fenomeni artistici da lui presi in esame possono essere considerati come dispositivi in grado di far coesistere diverse dimensioni spazio temporali, svariati media e differenti discipline.

Attualmente è curatore, con Guido Molinari, del Museo Carlo Zauli di Faenza. Per la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia cura il Premio Stonefly, è membro del board curatoriale di VIAFARINI, Milano.

Tra le mostre curate: “What Remains”, Lambretto, Milano; “Stultifera Navis”, Bergamo; “Let’s Forget, Brown, Milano. Ha studiato alla Domus Academy e ha lavorato con Fabrica per il progetto Benetton Museum, con Abitare (supplemento "Lettera") e con la rivista giapponese Brutus, con l'edizione giapponese delle riviste Engine e GQ. Ha collaborato con i quotidiani Avvenire e Repubblica, oggi collabora continuativamente per le riviste Artforum, Fruit of the Forest e per il blog ATP diary. In questi anni ha attivato un percorso di ricerca sul rapporto arte e impresa, lavorando, per esempio, con aziende come Frankie Morello, Laterlite, Stonefly, Vivienne Westwood.