In gergo si chiamano fintech, tecnologie finanziarie: le piattaforme digitali che cambiano il vecchio mondo della finanza, dalle app per i pagamenti mobile ai cosiddetti robo-advisor, consulenti robotici capaci di consigliare dove investire i propri asset. Fino ad oggi l'intelligenza artificiale è entrata in gioco soprattutto nelle funzioni che si prestano di più all'automazione, come le operazioni di calcolo e catalogazione elementari. Presto, però, i sistemi di AI potrebbero spingersi più in là e sostituire (o affiancare) i professionisti del settore in funzioni molto più centrali: previsioni, analisi finanziarie, redazione dei bilanci. Fantascienza? Non proprio. Come ha evidenziato anche Forbes, lo storico magazine finanziario Usa, i grossi gruppi bancari e le società di gestione del risparmio stanno già facendo massicci investimenti in tecnologie smart per migliorare accuratezza e precisione delle proprie analisi. La grossa sfida sarà maneggiare le risorse della AI senza farsi sfuggire di mano sistemi efficienti e tempestivi, ma pur sempre automatici: l'intelligenza artificiale è uno strumento, non il fine. E per fare profitti servirà, ancora, l'asset prezioso del capitale umano.

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