L’innovazione nasce dalle esperienze del passato e si manifesta valorizzando la creatività e la meritocrazia. Nell'immaginario comune le grandi innovazioni nascono da colpi di genio individuali, quando un'intelligenza fuori dalla norma s'imbatte in un'idea destinata a rivoluzionare un'intera cultura. È così che idealizziamo la creatività, pensandola come il frutto di visioni estemporanee, di folgorazioni che trascendono le contingenze storiche e le tradizioni consolidate. Al contrario, sono gli ambienti aperti e lo scambio continuo di relazioni che fanno scaturire le grandi invenzioni ed innovazioni. Esse, dunque, sono il risultato di percorsi convergenti e condivisi, anche inconsapevolmente, e mai il frutto di un'avventura solitaria. Infatti, è vero che una innovazione possa prendere forma iniziale da un concetto o possa essere ispirata dalla fantasia, ma per assumere proprio la “natura” piena di innovazione deve aver luogo un processo che richiede:

• una fase di ricerca

• una fase di sviluppo

• una fase iniziale di “produzione”

• una attività di marketing e di comunicazione

• un feed-back affinché si possa migliorare l’innovazione così realizzata e forse “intuirne” altre

Condividendo che “nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione” ( Hegel ), personalmente sono fermamente convinto che la ricerca e l’innovazione siano la chiave per rigenerare la nostra economia e la leva per tornare a crescere. Con l’aumento delle dimensioni dei mercati e il loro crescente affollamento, la competizione ci porta anche a creare “reti di impresa”: una forma innovativa di risposta efficace alle nuove istanze. Allearsi è fondamentale per crescere, e sempre più spesso lo è anche solo per sopravvivere.

Appare innegabile il fatto che un’impresa debba imparare a convivere con l’incertezza ambientale e a gestire la sfida dell’innovazione: la chiave del successo nell’attività innovativa non risiede tanto nel disporre di una tecnologia, quanto nell’imprimere la direzione giusta al processo di cambiamento, perché il vero vantaggio che l’impresa possiede è la capacità di riconoscere i segnali dell’ambiente che la allertano circa minacce e opportunità. La corretta interpretazione di questi segnali consente all’organizzazione di definire una strategia, acquisire la conoscenza e le risorse tecnologiche necessarie per applicare il cambiamento e, infine, da la possibilità di apprendere dall’esperienza.

Gestire l’innovazione significa organizzare e dirigere le risorse umane ed economiche al fine di stimolare la creazione di nuova conoscenza, la generazione di idee che permettano di ottenere nuovi prodotti, processi e servizi, o che consentano di migliorare quelli già esistenti. Significa guidare il trasferimento di queste stesse idee alle fasi di produzione, distribuzione e uso. Attraverso la gestione dei processi innovativi, si può agire sugli elementi sopracitati e puntare agli obiettivi preposti dall’organizzazione nel proprio percorso di cambiamento.

La crescita della produttività, della competitività e dell’innovazione si fonda sullo sviluppo della conoscenza, come risultato dei processi di ricerca e di apprendimento: ogni organizzazione ha interesse ad accrescere le proprie competenze abbinandole alla ricerca della specializzazione e al processo di innovazione in senso lato.

L’interazione con altre organizzazioni per l’interscambio di capacità complementari diventa pratica indispensabile per il raggiungimento di un alto contenuto di innovazione.