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Innovation is fragile and it is easy to kill" - Valeriano Antonioli

Audi Chic Nic, un vero e proprio cooking show per interpretare la rinomata gastronomia locale in chiave street food.

Audi Mountain Golf Safari, una competizione golfistica itinerante, unica nel suo genere.

“L’esperienza è stata molto simile alle proposte che facciamo noi hotelier quando invitiamo la stampa, i partner e i clienti di lusso, intrattenendo gli ospiti con cene stellate ed escursioni esclusive” ci racconta Valeriano Antonioli, CEO della Lungarno Hotel & Resort, nonché ideatore di PORTRAIT, nuovo pluripremiato format dell’Hotelerie di Lusso.
“Veri e propri reality show ad altissimo livello, messi in piedi ad hoc per promuovere il prodotto, ambientandolo nel contesto e nel territorio in cui viene sviluppato… Innovation is fragile and it is easy to kill, l’innovazione è una cosa molto delicata ed è facile da distruggere. Questo il mio concetto di innovazione. Le persone infatti hanno tante idee, la differenza che fa un innovatore è riuscire a realizzarle. Rendere tutto più semplice e immediato è l’innovazione di oggi.”


Sig. Antonioli, come ha trovato le attività proposte, soprattutto se relazionate con il suo profilo professionale?

L’esperienza è stata molto simile alle proposte che facciamo noi hotelier quando invitiamo la stampa, i partner e i clienti di lusso da tutto il mondo, intrattenendo gli ospiti con cene stellate ed escursioni esclusive. Veri e propri reality show ad altissimo livello, messi in piedi ad hoc per promuovere il prodotto, ambientandolo nel contesto e nel territorio in cui viene sviluppato. E in questo la strategia di Audi è molto simile alla nostra negli alberghi di lusso.


Per lei quanto è importante il rapporto uomo-macchina?

L’automobile è per me un mezzo per andare da a e b, più che uno status symbol come era una volta. L’automobile per me deve essere facile da usare, potente nel motore, grintosa nelle prestazioni, ma ciò che fa la differenza per me è il tipo di stereo di cui è dotata, che dev’essere davvero perforante, e i vari gadget con cui posso rendere il viaggio più confortevole e rilassante. In inglese, la pilot assistence. Io sono un uomo i-tech, nel senso che mi doto subito di tutti i prodotti tecnologici più innovativi che escono sul mercato (dall’i watch, a tutte le novità per ipod, ipad, iphone ecc.). Sono completamente sintonizzato in questo mondo, ormai non vivo più senza applications. Sono un entusiasta, mi dicono che sono un influencer per il modo in cui uso i social network, in particolare instagram. Per cui per me ben venga la tecnologia e non vedo l’ora che esca un nuovo progetto domani per capire se fa per me.


In una realtà sempre più caratterizzata dall'apporto della tecnologia, come legge il rapporto tra l'innovazione e sfera culturale-umanistica? Le aziende oggi stanno incominciando a investire in progetti culturali a sostegno delle loro campagne di marketing e sviluppo: pensa sia una valore aggiunto e una strada da perseguire?

Certo, è importante che oggi un azienda si dia da fare dal punto di vista umanistico e sociale, interfacciandosi con ciò che succede al di fuori, con la local community. Questo aiuta a dare la percezione all’esterno di un azienda fatta di “bravi cittadini” e anche di condividere le risorse a disposizione senza fini di lucro diretti, cosa molto importante.


Negli ultimi tempi le grandi aziende, i marchi di lusso puntano a valorizzare e a tessere connubi con il mondo dell'arte a 360 gradi. Qual è il suo punto di vista? Che rapporto ha con l’arte?

Fantastico. Nel senso che l’arte è quello che riesce a fermarci e a farci riflettere. L’arte 500 anni fa era usata per raccontare la Bibbia, oggi invece deve essere usata per raccontare anche altre cose. Per cui l’arte fa parte di ciò che facciamo e, se ne abbiamo i mezzi, dovremmo sostenere gli artisti il più possibile. Noi stiamo mettendo in piedi un progetto (non posso ancora svelare in che città) in cui la componente artistica occuperà un ruolo molto importante. Ho visto ancora poche volte il connubio tra arte e aziende automobilistiche, anche se penso che il loro design, il look, la linea possa rientrare a pieno titolo nel campo artistico.

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Conosco due tipi di innovazione: incremental e disruptive" - Marco Mari

All'evento era presente anche Marco Mari, giovane innovatore Audi, fondatore di Italia Innovation Program, che festeggia da poco la terza edizione di successo, accompagnato da attori come Illy e Benetton.


Come ha trovato le attività proposte, soprattutto se relazionate con il suo profilo professionale? Che correlazione vede tra i concetti di formazione e team building e l'esperienza vissuta?

L’esperienza é stata organizzata in modo davvero eccellente, con una cura dei dettagli precisa e non invadente. Il team building poteva tuttavia essere facilitato con una iniziale presentazione/introduzione delle persone presenti.


Qual è la sua idea di innovazione? Come la applica nel suo lavoro?

Conosco due tipi di innovazione: incremental, per migliorare qualitativamente prodotti e servizi, e tendente alla crescita per efficienza; disruptive per rivoluzionare le risposte già esistenti e adattarle ai bisogni delle persone sviluppando approcci radicalmente nuovi e inaspettati. A seconda delle situazioni, cerco di utilizzare con metodo entrambe le modalità.


Per lei quanto è importante il rapporto uomo-macchina?

La tecnologia é uno strumento realizzatore e amplificatore dei progetti dell’uomo, ma questa certezza sta per essere messa in discussione dallo sviluppo di nuove forme di intelligenza artificiale - anche se io confido che l’uomo sarà in grado di gestire la crescita dei propri mezzi.


In una realtà sempre più caratterizzata dall'apporto della tecnologia, come legge il rapporto tra l'innovazione e sfera culturale-umanistica? Le aziende oggi stanno incominciando a investire in progetti culturali a sostegno delle loro campagne di marketing e sviluppo: pensa sia un valore aggiunto e una strada da perseguire?

Sicuramente per le sfide tecnologiche correnti, il pensiero critico e la visione di insieme dei problemi sono necessarie. Un’azienda tecnologica consapevole di ciò non solo potrà avere benefici di marketing, ma anche nel suo stesso business development.


Negli ultimi tempi le grandi aziende, i marchi di lusso puntano a valorizzare e a tessere connubi con il mondo dell'arte a 360 gradi. Qual è il suo punto di vista? Che rapporto ha con l'arte?

La riflessione artistica contemporanea é sicuramente un campo che attrae i nuoviluxury buyers, che al giorno d’oggi sono sempre più giovani, connessi con il mondo e curiosi della next big thing.