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Immaginare una realtà priva di etichette. Di incasellamenti, classificazioni, parole-chiave. Di hashtag, come direbbero Millennials ed esperti di comunicazione 2.0: cancelletti appuntati all’inizio delle parole, fiori all’occhiello in pixel che sui social network ci permettono di avviare rapidamente ricerche tematiche per accedere alle informazioni. È possibile? In fondo Marilyn Monroe, la bionda per eccellenza il cui volto oggi rintracceremmo su Instagram digitando #blonde, era in realtà mora. Etichettare può essere riduttivo e fallace: con questa consapevolezza Audi, che da sempre ha a cuore il concetto di avanguardia, si approccia alla comprensione del futuro con uno slogan intrigante e più che mai contemporaneo. È #Untaggable Future, ovvero l’accettazione di un domani – di un reale – mutevole, cangiante, forse incerto ma proprio per questo terreno fertile per la creatività. E campo da gioco ideale per le anime multitasking, le menti fluide e cross-disciplinari che sanno bene come nel 2016 l’unica specializzazione ammessa sia quella al cambiamento.  La cultura contemporanea più sofisticata e responsabile, più aderente alle necessità del presente e più volitiva nella ricerca di traiettorie reali del futuro prossimo, vive e prospera anche e soprattutto lungo i confini tra discipline diverse. Ciò che fino a tre decenni fa era isolato e anticipatorio, è adesso una moneta corrente negli scambi di saperi che governano il discorso culturale globale. Ergo – gli intellettuali più avventurosi, adesso e domani, sono coloro che si spingono lungo questi confini, e provano a costruire con pragmatismo visionario, possibili codici di trasmigrazione fra una disciplina e l’altra, senza perdere mai la guida del proprio linguaggio di partenza.


Untaggable e di successo è stata anche la terza edizione di Audi City Lab, svoltasi tra l’11 e il 17 aprile in occasione della Milano Design Week e realizzata in collaborazione con INTERNI. Uno spazio esclusivo dedicato a design, futuro e innovazione, e dispiegato tra Via Montenapoleone, l’Università Statale e Torre Velasca su progetto di Piero Lissoni. L’architetto ha concepito per l’occasione Innovative Perspective, display di installazioni in metallo capaci di accogliere ed emettere luce: in esse i quattro anelli-simbolo di Audi sono sì presenti, ma identificabili sottoforma di logo solo adottando precise angolazioni spaziali. A Torre Velasca, grattacielo #untaggable ed emblema di progresso industriale, ha ospitato il fulcro degli eventi in calendario. A cominciare da #Untaggable People Drive the Future, il talk che martedì 12 ha visto protagonista una selezione dei talenti multitasking di cui sopra. Marcelo Burlon (Creative Director), Carlo Freccero (RAI board member), Guido Guerzoni (professore dell’Università Bocconi), Francesco Morace (capo di Future Concept Lab), Daniele Doesn’t Matter (Youtube Star) e Giovanni Perosino (Head of Marketing Communication AUDI AG), moderati da Massimo Russo (Co-Editor in Chief de La Stampa), hanno raccontato le loro esistenze multidisciplinari, testimoni del privilegio più grande: la possibilità di (re)inventare se stessi day by day, aperti ad ogni possibilità e proprio per questo padroni del proprio destino.

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“Intaggabile” protagonista di mercoledì 13 è stata invece la città di Milano, celebrata come capitale italiana dell’innovazione e headquarter global di architettura e design. #Untaggable Cities, il secondo percorso tematico, ha proposto un confronto tra Torre Velasca e il Bosco Verticale, due strutture che in periodi diversissimi hanno anticipato il futuro, e che oggi si configurano come landmark del paesaggio urbano. Massimo Russo, nuovamente nelle vesti di moderatore, ha condotto un talk animato dal direttore di Audi Italia Fabrizio Longo, dagli architetti Stefano Boeri e Piero Lissoni e dal Creative Director di Palm Angels Francesco Ragazzi. Paola Antonelli, curatore del Dipartimento di Archiettura e Design del MoMA, è intervenuta con un’audace e inedita prospettiva curatoriale sulla città “untaggable”, intesa come entità in grado di dare vita a nuove forme di cittadinanza attiva e partecipata. Mercoledì 13 ha preso il via anche 106 Elevator Pitch Audi, il “contest di idee” che ha portato una selezione di studenti (centosei, come i metri di altezza su cui si sviluppa la torre ospitante) Domus Academy e NABA ad immaginare la città del futuro.


Giovedì 14 focus sull’energia, tematica squisitamente “untaggable” in quanto declinabile sotto più aspetti. Protagonisti di #Untaggable Energy: Future Moves with a New Rhythm sono stati, l’étoile dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato, il DJ Alessio Bertallot, l’architetto Joseph Grima, lo scrittore e scienziato Piergiorgio Odifreddi e Franca Sozzani, Editor-in-Chief di Vogue Italia.


Venerdì 15 è stato invece proposto l’ultimo, intrigante percorso tematico: riflettori puntati (è il caso di dirlo) sul tema della luce, elemento caratterizzante dell’interior design ma anche simbolo di verità e creazione. Massimo Coppola, Creative Director e consulente editoriale RAI, ha mediato l’ultimo dei talk di Audi City Lab, #Untaggable Lights: How to Imagine Design at the Speed of Light. On stage l’Olympic Producer Marco Balich, il curatore Francesco Bonami, l’architetto Daniel Libeskind, l’Head of Lighting Design Audi Cesar Muntada e l’Artista e Light Designer Ingo Maurer. Proprio Maurer ha accettato – e vinto – la sfida di illuminare Torre Velasca nei giorni della Design Week con Glow, Velasca, Glow!, installazione luminosa site specific. L’artista tedesco, in collaborazione con Axel Schmid, ha “acceso” la parte inferiore del grattacielo con una luce rossa e sanguigna, crepitante, e lasciato al buio la struttura centrale che ha però visto brillare – di tanto in tanto, con frequenza casuale – alcune finestre. La riqualificazione della torre – hotspot e simbolo della frenesia del Fuorisalone – spicca tra i successi di Audi City Lab: l’edificio, costruito dallo Studio BBPR NEL 1957, ha raccolto più di 8.500 visitatori in sei giorni, complici una raffinata “Lighting Exhibition” e la prémiere italiana di Audi Q2, il SUV/coupè/cross-over #untaggable, compatto e provocante, che coniuga design sportivo e funzionalità.


Dall’11 al 17 aprile abbiamo visto il volto del progresso negli occhi di tutti coloro che sono passati da qui.

4 incontri, 4 temi, ospiti di eccezione e un’unica strada: quella che porta all’#untaggable future.

I contenuti che abbiamo generato e trasmesso su tutti i canali a nostra disposizione hanno superato oltre 16 milioni di contatti.

C’è un solo modo di definire quello che è successo ad Audi City Lab: #untaggable.