Il BIM, Building Information Modelling, sta per pervadere tutto il mercato europeo dell’edilizia a seguito della direttiva europea: European union public procurement directive (Euppd). L’adozione della direttiva, prevede che i 28 stati membri incoraggino l’utilizzo del BIM nei rispettivi paesi per i progetti finanziati con fondi pubblici nell’Unione Europea a partire dal 2016. Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia e Norvegia richiedono già l’utilizzo del BIM.

L'uso del Building Information Modeling (BIM) consente ai team di progetto formati da architetti, ingegneri, committenti, imprese di costruzioni e facility manager di dialogare tra loro in modo più efficace ed efficiente durante la redazione dei progetti, del lavoro in cantiere e della gestione del ciclo di vita del costruito.

Lavorare con l’uso di openBIM, significa rendere interoperabili sistemi software ed hardware eterogeni rendendo i dati di un progetto più consistenti, coordinati e più precisi, permettendo ai diversi stakeholder di essere costantemente aggiornati indipendentemente dal numero o dalla tipologia di modifiche apportate al progetto. In questo modo i progetti relativi a edifici e infrastrutture vengono creati e completati più velocemente, sono più economici e sostenibili.

Il Regno Unito, che ha già adottato l’uso del BIM, ha come obiettivo, attraverso il BIM, di ridurre del 33% i costi, di ridurre del 50% i tempi di realizzazione, di diminuire le emissioni del 50% e di migliorare l’esportazione dell’industria edilizia del 50%... e in Italia? Le solite resistenze ad adeguarsi alle indicazioni dell’Europa e ad utilizzare standard internazionali vedono un blando interesse alimentato soprattutto dalle case produttrici di software. Ma il BIM non è un software, è un nuovo modo di lavorare che prevede collaborazione tra professionisti diversi … riusciremo a cambiare la nostra mentalità ed essere più collaborativi?solo se gli italiani riusciranno a cedere parte della "propria individualità" a favore di una vera collaborazione tra professionisti, riusciremo a guadagnare il terreno perso.

nell'attuale panorama internazionale, le imprese che decideranno di intraprendere la strada dell’open BIM potrebbero diventare partner privilegiati delle grandi imprese di costruzioni che già operano con il BIM. Bisogna però fare rete per ridurre i costi necessaria a rendere interoperabili i propri sistemi software con quelli utilizzati dalla grandi imprese e che già utilizzano gli standard alla base del BIM.

chi vuole saperne di più: www.ibimi.it