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Se ogni tempo ha la sua musica, qual è la musica di oggi? Impossibile dare una risposta unica, in un’epoca avvolta da una spessa cortina fumogena generata dalla simultanea coesistenza di tutti i revival, i “Record Store Day” e le nostalgie possibili – attitudine mirablmente riassunta nella parrucconissima serie tv firmata Jagger&Scorsese, “Vinyl”. Se però la musica che ha reale e concreto diritto di definirsi “d’oggi” è quella che prova a guardare oltre quella cortina fumogena, allora è altrove che dovremo cercare: tra quei musicisti – inevitabilmente, millennials che non abbiano passato la spietata boa dei trenta – con l’hard disc interiore di default già carico di un eccesso di ricordi, ma i percorsi neuronali non ancora tracciati. Ne abbiamo selezionati per voi sei…


1> ARCA

Collaboratore preferito di Björk nell’ultimo anno e mezzo (ma anche di Kanye West per quella portaerea che fu “Yeezus”, e pure artefice della nascita di FKA Twigs), Alejandro Ghersi aka Arca è nato a Caracas, è cresciuto tra il Connecticut e New York, e ora risiede nel gentrificatissimo quartiere londinese di Dalston. La musica che va inventandosi dal 2012 a oggi riflette la sua biografia fluida e sradicata: cambiamenti di tempo, veloci shift tra grappoli di accordi troppo studiati per essere random o troppo random per essere studiati, suoni totalmente privi di gender e in costante mutazione (“Mutant” è del resto il titolo del suo secondo album, uscito nel novembre 2015). Il più probabile erede contemporaneo dell’ormai attempato Aphex Twin.

[Vedi Arca, “En”](https://youtu.be/Wtn7mNNqvqA)


2> FKA TWIGS

28enne del Gloucestershire (suo padre è giamaicano, sua madre è per metà spagnola e per metà inglese), ex-ballerina nei video di Kylie Minogue e Jessie J, nel 2012 finisce sulla copertina di i:D, e nei due anni successivi sulle timeline di Tumblr di tutti gli appassionati di “alternative R&B” (ma anche dei nostalgici di Siouxsie & The Banshees) grazie a una serie di video in cui lo switch tra i generi è serrato quanto il discorso sull’identità e guerra al patriarcato.

[Vedi FKA Twigs, “Two Weeks”](https://youtu.be/3yDP9MKVhZc)


3> FLOATING POINTS

Neuroscienziato e produttore elettronico di Manchester, Sam Shepherd aka Floating Points è forse il primo musicista di quelle parti a creare un’interruzione significativa con la tradizione musicale cittadina (Joy Division-The Smiths-Stone Roses). La sua musica, per lo più pacata e gorgogliante, sconfina a volte nella classica fusion “per famiglie” tardi anni ’80 (Pat Metheny, l’etichetta ECM), ma è sempre avvertibile – a qualche livello – il DNA della classica drum&bass inglese dei primi ’90. In un sua intervista di qualche tempo fa alla webzine “Pitchfork” , “spiegando” la sua musica Shepherd espone una suggestiva teoria secondo cui siamo tutti potenzialmente destinanti a reincarnarci un una SIMcard a Singapore o in uno scarafaggio in Scozia…

[Vedi Floating Points, “Peroration Six”](https://youtu.be/W7nC_93J-fs)

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4> HOLLY HERNDON

Californiana, attualmente alle prese con un dottorato in composizione a Stanford, incide per l’etichetta 4AD ed è l’idolo assoluto di tutta l’intellighenzia post-rave e comedown-electro, specie dopo l’uscita nel maggio 2015 del suo secondo album “Platform” – che qualcuno ha definito “l’equivalente in musica di ciò che Julian Assange sta facendo nella politica e nelle comunicazioni”.

[Vedi Holly Herndon, “Morning Sun”](https://youtu.be/R3Z1lEx8khM)


5> JAMIE XX

Dopo due album con gli xx (vero corrispettivo post-Napster di band emo-gothic come i Cocteau Twins), dopo un meraviglioso album in condivisione con Gil Scott Heron, nella primavera 2015 l’allora 26enne Jamie Smith ha pubblicato il suo capolavoro: un album intitolato “In Colour” dove l’antica (ormai) arte del sampling diventa finalmente, compiutamente, strumento di esplorazione ed espansione della memoria piuttosto che pigra scorciatoia estetica. Il modo con cui ricinfigura la propria (e nostra) conoscenza giustapponendo frammenti – come nel singolo, pure piccolo successo radiofonico, “Loud Places” – non ha precedenti.

[Vedi Jamie xx feat. Romy, “Loud Places”](https://youtu.be/TP9luRtEqjc)


6> TOBIAS JESSO JR.

È il nuovo Billy Joel, il nuovo Randy Newman: secondo i più spericolati, persino il nuovo Burt Bacharach… Se svecchiare i cliche della disco, dell’electro e persino dell’avanguardia è tutto sommato non così impensabile, rinnovare la tradizione della “male piano ballad” è forse impresa meno immediata. Jesso ha suonato per anni (ora ne ha 30) come turnista a Los Angeles, in attesa del colpo di fortuna come musicista, ovviamente senza alcun risultato. Quando è tornato nella natia Vancouver, rinunciando al sogno in favore di un lavoro in un’agenzia di traslochi, il sogno si è ripresentato alla sua porta sotto forma di Adele –– la cantante pop “confidenziale” di maggior successo dell’ultimo decennio –– che, avendo sentito alcuni suoi pezzi per solo piano e voce su YouTube, gli chiede di collaborare al proprio secondo album “25”…

[Vedi Tobias Jesso Jr., “True Love”](https://youtu.be/baVveuLnoA4)