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All’avanguardia nelle tecnologie per l’illuminazione: innovazioni e nuove opportunità

Solo la Luna si riflette sul cofano, attorno è completamente buio. Ma questa notte è solo un’illusione: là fuori sta splendendo il sole e la “Luna” non è altro che una luce elettrica che si trova all’interno del “light tunnel” nel Light Assistance Center (LAZ) di Audi. Stephan Berlitz, Responsabile di Sviluppo, Funzioni di Illuminazione e Innovazioni in Audi, si trova di fronte al prototipo. Già da tempo ha concluso il suo lavoro sui sistemi per l’illuminazione della vettura, realizzando una vera opera d’arte.


Berlitz estrae dalla tasca il suo smartphone e con un’app apre le portiere, ricevendo subito un saluto molto particolare: i proiettori anteriori emettono una luce sul terreno con la scritta “Ciao” e lo stemma del Bayern Monaco, la sua squadra di calcio preferita. Ed ecco manifestarsi l’inconfondibile effetto luce diurna, l’ultima evoluzione nell’ambito dell’illuminazione nel settore dell’automotive: la tecnologia Matrix laser.


Nella parte centrale dei nuovi proiettori anteriori è stato posizionato un potente laser in grado d’illuminare una griglia formata da circa mezzo milione di micro-specchi. Ognuno di essi ha una lunghezza di appena qualche centesimo di millimetro e può oscillare in modo indipendente fino a 5.000 volte al secondo. “In futuro non ci saranno più i LED nei proiettori, tranne gli attuali Matrix-LED presenti nell’Audi A8, ma centinaia di migliaia di pixel indipendenti”, afferma Berlitz. “Il cambiamento a livello tecnologico è paragonabile a quello tra il primo videogioco che simulava il ping-pong, realizzato nel 1970, e la Playstation 4 che abbiamo oggi. Ma questo è un mondo a parte”. La cosiddetta tecnologia DMD (Digital Micromirror Device) è già in uso oggi in molti proiettori da cinema.


La tecnologia Matrix laser, ovviamente, offre molto più che un simpatico espediente per ricevere un saluto. Oltre a garantire in ogni situazione una perfetta illuminazione della carreggiata, i proiettori sono in grado di rilevare con precisione la presenza di altri utenti della strada, evitando per tempo di infastidirli con le luci abbaglianti. Inoltre, elementi come i segnali stradali o i pedoni a bordo carreggiata possono essere segnalati dalla luce e, di conseguenza, rilevati singolarmente. Ciò consente di aiutare il conducente durante la guida e aumentare il livello di sicurezza.

La tecnologia Matrix laser consente di proiettare un’ampia varietà di forme e segnali sull’asfalto. Ad esempio, su strade o corsie particolarmente strette, permette di generare due strisce di luce per illuminare la direzione in cui la vettura si sta dirigendo, indicando l’esatta traiettoria di guida e la larghezza del veicolo. Afferma Berlitz: “Conosciamo tutti molto bene quella spiacevole sensazione che si prova al volante quando la corsia di guida diventa sempre più stretta a mano a mano che ci si avvicina a una zona dove ci sono dei lavori in corso. Una voce ci fa domandare: ‘Riuscirò a superare quel camion così largo?’. Grazie alle strisce di luce il conducente potrà superare con tranquillità anche i passaggi stretti, avendo una maggiore sensazione di sicurezza”.


Berlitz prosegue affermando che da qui a pochi anni, quando la guida pilotata avrà rivoluzionato il settore automobilistico, sarà possibile sfruttare appieno il potenziale della tecnologia Matrix laser poiché sarà necessario ideare una nuova forma di comunicazione tra gli utenti della strada. “La vettura sarà in grado di comunicare con i pedoni in vari modi”, spiega Berlitz. Lo stesso vale per quelle situazioni in cui il conducente è momentaneamente distratto, ad esempio perché sta leggendo un’e-mail, potendo contare sul fatto che un domani l’auto si muoverà sulla strada in modo autonomo. In futuro inoltre ci potrebbero essere dei segnali luminosi per indicare la direzione di marcia o dei “tappeti di luce” per aiutare il processo decisionale nelle zone con attraversamenti pedonali.


Berlitz cammina attorno al prototipo ed è seguito dalla luce omogenea degli OLED (Organic Light Emitting Diode) che decorano i lati dello studio di design “OLED Lighting”. “Le luci seguono il conducente quando si avvicina alla vettura, indicando ad esempio dove si trovano le maniglie delle portiere”, spiega Berlitz pensando alle opportunità offerte da questa tecnologia. “Lo stesso vale, ovviamente, anche per gli interni, che in futuro si fonderanno sempre più con gli esterni”.


Le luci dei due gruppi d’illuminazione posteriori brillano con le loro forme affilate come rasoi. Al loro interno diverse piccole “tessere di luce” sono disposte in modo artistico. Anche qui si utilizzano dei LED organici (OLED); ognuno di essi può assumere le stesse dimensioni di un display di uno smartphone ma il suo spessore è inferiore al millimetro. Ciò consente innumerevoli opportunità a livello di design.


Ogni “tessera di luce” è formata da sette strati sovrapposti uno sopra l’altro. Per ogni OLED due elettrodi (di cui almeno uno deve essere trasparente) racchiudono più strati sottili di materiale semiconduttore organico. Una corrente continua a bassa tensione, da tre a quattro volt, illumina i vari strati, ognuno dei quali è spesso meno di un millesimo di millimetro. Al pari dei classici LED, gli OLED sfruttano il fenomeno dell’elettroluminescenza**.