In alcune particolari situazioni cliniche, quando il latte della mamma non è disponibile o non può essere somministrato, si ha la necessità di avere a disposizione latte di donatrice. Per tale motivo esistono le Banche del Latte Umano Donato, finalizzate a selezionare le donatrici, raccogliere, controllare, trattare, conservare e distribuire latte umano donato. Il latte materno donato deve necessariamente essere pastorizzato per garantirne una conservazione prolungata sicura. Questo processo causa l’inattivazione di alcuni nutrienti e di composti biologici importanti per la salute del neonato, e ne modifica altri in maniera dipendente dalla severità del trattamento termico. Il progetto Lo.V.Milk è nato dall'esigenza di promuovere ed estendere l'utilizzo del latte materno nell'alimentazione del bambino prematuro, ottimizzando i processi che possono portarne ad una migliore conservabilità, con particolare riferimento al mantenimento delle caratteristiche immunologiche e nutrizionali del latte stesso. In collaborazione con ricercatori dell’ISPA-CNR di Torino, pediatri neonatologi della Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Torino, e con l’azienda Giada s.a.s, che opera nel settore dell'impiantistica casearia, è stato ideato e sviluppato un prototipo di pastorizzatore che utilizza la tecnologia HTST per piccoli volumi di latte, utile quindi per l'applicazione su latte umano donato, denominato Lo.V.Milk.